Vol. I-II
È un romanzo che mescola elementi di dialogo filosofico, saggistico e storico-archeologico.
L’opera immagina che lo spirito di Cicerone guidi l’autore (o un suo alter ego) nel sepolcro degli Scipioni a Roma, dove incontrano le ombre (gli spiriti) dei grandi personaggi dell’antichità romana (come Cesare, Pompeo, i Gracchi, Mario, Silla). Queste ombre discutono sulla storia, la politica, la morale e la decadenza di Roma antica.
L’ispirazione per il romanzo venne dal ritrovamento di due iscrizioni sepolcrali riguardanti il figlio e il fratello minore di Scipione l’Africano a Roma nel 1780. L’opera si inserisce nel contesto del Neoclassicismo, ma con una vena di malinconia e riflessione sulla caducità delle cose (spesso definita un “neoclassicismo perplesso e notturno”).



