Tra ribellione e conservazione. Monte Verità e la cultura tedesca

Tra ribellione e conservazione. Monte Verità e la cultura tedesca

Relatori: Roberta Ascarelli, Marino Freschi, Gabriele Guerra

Esattamente nell’anno 1900 un gruppo di persone guidate da un ricco olandese, due fratelli tedeschi e una pianista originaria del Montenegro, si ritirò sulle colline sopra Ascona prospicienti il lago Maggiore. Nacque così una singolare colonia indipendente, che si diede il nome di Monte Verità, in cui teorizzare e praticare una vita radicalmente diversa da quella metropolitana europea tra fine ‘800 e inizio ‘900.

Il luogo ben presto attrasse personalità diversissime, artisti, intellettuali, sognatori, utopisti politici, mistici, ricchi turisti in cerca di rigenerazione fisica e spirituale, nudisti e vegetariani radicali. Monte Verità diventa così il cuore pulsante di un’altra idea di modernità, attraversata da suggestioni molto diverse tra loro, talvolta confliggenti, tra la progettazione di una utopia radicale e la restaurazione di un rapporto integrale con la natura (in consonanza con la contemporanea Lebensreform), tra la crisi degli ordini sociali e culturali del tempo e il desiderio di ordini alternativi, insomma tra ribellione e conservazione.

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Marino Freschi: germanista triestino, è Professore Emerito di Letteratura Tedesca presso l’Università di Roma Tre. Autore di numerosi saggi e libri; tra gli ultimi L’utopia nel Settecento tedesco (Liguori), La Vienna di fine secolo (Editori Riuniti), Praga. Viaggio nella città di Kafka (Editori Riuniti), Thomas Mann (Il Mulino), Joseph Roth (Liguori), La Letteratura nel Terzo Reich (Bonanno), Goethe massone (Bonanno), 1918: Tramonti tedeschi (Bonanno), La mia Germania (Bonanno), Hermann Hesse (Il Mulino). Dirige la rivista semestrale «Cultura Tedesca», collabora alle pagine culturali di vari giornali nazionali.  

Gabriele Guerra é professore associato di Letteratura tedesca presso il Dipartimento di Studi Europei, Americani ed Interculturali alla Sapienza Università di Roma. I suoi principali ambiti di ricerca sono l’ebraismo tedesco nella letteratura e nel pensiero della prima metà del XX secolo, la Konservative Revolution ed Ernst Jünger, le avanguardie storiche all’incrocio tra estetica, politica e religione. Ha scritto i seguenti volumi: La forza della forma. Ernst Jünger dal 1918 al 1945 (2007); Das Judentum zwischen Anarchie und Theokratie. Eine religionspolitische Diskussion am Beispiel der Begegnung zwischen Walter Benjamin und Gershom Scholem (2007); Spirito e storia. Saggi sull’ebraismo tedesco 1918-1933 (2012); L’acrobata d’avanguardia. Hugo Ball tra dada e mistica (2020).