!Conferenza sospesa! Storia e magia del Necronomicon di Lovecraft

Conferenza sospesa! Storia e magia del Necronomicon di Lovecraft

Il “libro che non esiste”, specchio e sintesi dell’inquietudine del mondo d’oggi

Relatore: Sebastiano Fusco

Per partecipare all’incontro è necessario prenotarsi scrivendo a info@libreriarotondi.it e ricevere la conferma. È inoltre richiesto l’acquisto di almeno un libro scritto dal relatore.

La consacrazione definitiva di un autore si ha quando il suo nome diventa un aggettivo. Parlando di una risata “omerica”, una bolgia “dantesca”, un personaggio “pirandelliano”, una situazione “kafkiana”, sappiamo bene ciò che intendiamo. Oggi, quando usiamo il termine “lovecraftiano”, vogliamo dire: “Terrificante, mostruoso, fuori del mondo. L’orrore lovecraftiano è quella particolare categoria letteraria che pone l’enfasi sul terrore psicologico dell’ignoto o, in certi casi, dell’inconoscibile”. La frase fra virgolette è tratta dalla lunga definizione del lemma Lovecraftian incluso in quello che è il dizionario più consultato al mondo, ovvero il Wiktionary affiancato a Wikipedia, che accoglie le sue voci sulla base dell’effettivo uso e diffusione, realizzato e aggiornato dai suoi stessi utenti.

Se c’era bisogno di una testimonianza sull’effettivo influsso dell’inventore di Cthulhu e del Necronomicon sulla cultura popolare contemporanea, non poteva essercene una più eclatante. Di fatto, anche se non lo sapete, Lovecraft ha cambiato la vostra vita. La vita di tutti, in realtà, perché attraverso le sue opere, che hanno rinnovato completamente il concetto di “fantastico”, ha inciso in modo profondo sull’estetica, sul gusto, sui simboli, sul modo di pensare, sul modo di porgersi della civiltà occidentale contemporanea. Nei suoi straordinari racconti, nei suoi saggi, nelle sue lettere ricche di umanità e di vero e proprio genio ha piantato i semi di una rivoluzione copernicana della cultura: soltanto oggi si comincia a capire la portata del suo influsso sulle generazioni che gli sono succedute. Una circostanza che taluni trovano difficile da accettare, altri ignorano: ma che non è per questo meno vera.

L’ingresso del fantastico a tutti i livelli della cultura popolare – dalla narrativa al cinema, dai videogiochi alla pubblicità, dai fumetti alla televisione – è avvenuto attraverso i moduli stilistici e contenutistici individuati da Lovecraft e da lui delineati nella prima metà del secolo scorso, accettati e inseriti nelle loro opere da tutti coloro che ne sono stati influenzati o a lui si sono ispirati e che, di conseguenza, li hanno diffusi. Non solo, ma in una società come quella fra le due guerre mondiali, orgogliosa delle sue certezze e dei suoi progressi tecnologici, Lovecraft è stato tra i primi a individuare i sintomi di quello che venne definito da Alvin Toeffler lo “shock del futuro”, e ad anticipare la crisi delle ideologie, il rovesciamento dei valori, le incertezze derivanti da una scienza senza coscienza e dalla non-neutralità delle macchine: ovvero le inquietudini che oggi turbano le personalità più sensibili. Queste istanze di disagio sociale, le espresse attraverso una serie di simboli spaventosi che sono i medesimi che s’annidano nell’inconscio di ciascuno di noi, pronti a irrompere nella nostra consapevolezza quando le certezze, come negli anni Trenta e ancor di più oggi, vacillano. Quale sfondo e sorgente di tutto questo, Lovecraft ha delineato i contorni di un cosmo immenso e inconoscibile, che non potremo mai afferrare con la ragione e i suoi prodotti (scienza e tecnica), e dai cui abissi emerge “un raspare d’ali di tenebra” che viene a turbare la nostra serenità fondata sull’ignoranza o sulla presunzione.

L’efficacia della narrativa di Lovecraft nasce dalla sua abilità nel sommuovere i simboli annidati nel profondo del nostro inconscio. In questo, non è dissimile dalla magia, che opera proprio suscitando le forze che s’annidano dentro di noi e proiettandole nell’infinito. Il simbolo supremo di questo è il Necronomicon, il tremendo manuale in cui sono racchiuse le formule che spalancano l’abisso e permettono ai mostri, che abitano tanto le profondità del cosmo quanto quelle del nostro intimo, di invadere la realtà e sconvolgerla. La storia, le tradizioni, le metamorfosi e l’imporsi di questo pseudo-libro sono affascinanti quanto un racconto del suo autore. Ripercorrerle, significa tracciare una mappa delle contraddizioni e delle inquietudini che determinano il malessere del mondo d’oggi. Ma anche, forse, trovare i criteri per una possibile terapia.

Sebastiano Fusco: giornalista e scrittore, nelle sue esplorazioni culturali da decenni percorre territori in genere poco frequentati. Per le edizioni Venexia, oltre a curare le edizioni di alcuni classici del pensiero magico ed esoterico, ha pubblicato i volumi Le vie dell’occulto, Storia del Necronomicon, La Chiave di Salomone.