Lo yoga dell’Islam

Lo yoga dell’Islam

Relatore: Alberto Ventura
Introduce: Gianni Canonico

Anche nell’Islam sono previste rigorose discipline di meditazione interiore, non diverse da quelle molto più note dell’Induismo, del Buddhismo o del Taoismo. Nonostante la loro storia sia ormai secolare e siano ancor oggi diffuse in gran parte del mondo musulmano, il pubblico occidentale ignora quasi del tutto l’esistenza di simili pratiche. Il relatore esplora per la prima volta in maniera completa e particolareggiata i metodi di una di queste «Vie» di realizzazione, la Naqshbandiyya. Emersa in Asia Centrale attorno al XII secolo, questa organizzazione iniziatica si impiantò successivamente in India, dove conobbe il definitivo sviluppo. Sue caratteristiche peculiari sono l’invocazione silenziosa del Nome divino, la teoria dei centri sottili, analoghi ai cakra dello Yoga tantrico, le contemplazioni di realtà metafisiche sempre più elevate, il legame invisibile che si instaura fra il discepolo e il maestro.

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Alberto Ventura: è docente di Storia dei Paesi islamici presso l’Università della Calabria, è autore di numerosi scritti sull’Islam e il Sufismo. Fra di essi ricordiamo la traduzione delle opere complete di al-Ḥallāj (Il Cristo dell’Islam, Mondadori, Milano 2007) e i contributi al volume Islam (a cura di G. Filoramo, Laterza, Roma-Bari 2012). Ha inoltre curato una nuova edizione italiana del Corano (Mondadori, Milano 2010), una scelta di materiali sul Profeta dell’Islam (Vite e detti di Maometto, Mondadori, Milano 2014), Sapienza Sufi (Edizioni Mediterranee, Roma 2016) e recentemente Lo yoga dell’Islam (Gruppo editoriale Edizioni Mediterranee, Roma 2019).