100 anni di Siddhartha

100 anni di Siddhartha

Incontro con Marino Freschi

Martedì 13 dicembre ore 20:00

Evento in presenza in libreria e in diretta streaming su YouTube:

www.youtube.com/c/libreriarotondi-roma

Cento anni, ma non li dimostra: Siddhartha, il capolavoro di Hermann Hesse fu pubblicato nel 1922, dopo una gestazione prolungata e sofferta. Certo, Siddhartha non è più il vangelo dei giovani d’oggi: i media e i social hanno orientato ben altrimenti la loro attenzione. Eppure è uno dei pochi long-seller che sopravvive al Novecento proprio perché nasce da una profonda crisi interiore. Il racconto è la conferma dello smarrimento e allo stesso tempo la prova di un superamento. Dunque scrittura autentica piuttosto che esercizio letterario come riconosce Hesse: «Come poema non è nulla, ma il suo contenuto è il frutto della mia vita… Non sono un letterato. Nel Siddhartha ci sono cose vere, scaturite da un’esperienza di vita». E il messaggio fu accolto con un crescendo di consensi che toccò il culmine nei mitici Anni Sessanta nelle università americane in rivolta per la contestata guerra nel Vietnam. Da Berkeley Siddhartha tornò in Europa divenendo il romanzo cult del movimento studentesco da Parigi, Berlino e Roma e contribuendo alla ‘fuga’ in India di tanti giovani, che avevano frainteso il messaggio dell’autore: «Siddhartha è un libro molto europeo, malgrado la sua ambientazione. La dottrina di Siddhartha parte proprio dall’individuo, prendendolo così seriamente come non lo fa nessuna dottrina asiatica». Più chiaro di così!

Hesse confessa, con l’umiltà di chi veramente cerca il senso della vita: «Io non sono Siddhartha, sono sempre e soltanto in cammino verso di lui… Non sono un maestro o una guida, bensì un uomo che anela e va cercando, un uomo che ai suoi simili non ha altro da offrire se non l’autentica testimonianza di ciò che gli è accaduto nella vita». Siddharta indica una strada, ossia la possibilità di ogni uomo di trovare il suo proprio destino: è così che resta attuale.

Marino Freschi, professore emerito di Letteratura Tedesca dell’Università di Roma Tre, ha scritto sull’esoterismo nel Settecento, nonché sulla letteratura austriaca ed ebraico-tedesca, con saggi su Thomas Mann (Il Mulino), Hermann Hesse (Il Mulino), Kafka (Laterza), La Vienna di fine secolo (Editori Riuniti) e La Letteratura tedesca di Praga (Editori Riuniti), come pure su Joseph Roth (Liguori), Goethe (Donzelli). Ha scritto La Letteratura Tedesca (Il Mulino), Germania 1933-1945: L’Emigrazione Interna nel Terzo Reich (Aragno Editore), Lezioni di Letteratura tedesca (Bonanno editore) e Il canone tedesco (Aragno editore). Dirige la rivista «Cultura Tedesca» (Mimesis) e l’omonima collana (Bonanno) ed è membro di vari comitati scientifici di riviste germanistiche europee.

Rotondi, Librai dal 1941.

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