Elémire Zolla: la ricerca dell’Oltre

Elémire Zolla: la ricerca dell’Oltre

Relatrice: Grazia Marchianò
Con la partecipazione di Vito Mancuso

Scrittore e perlustratore di una pluralità di campi di conoscenza, padroneggiati come di rado accade a un letterato e americanista di formazione, Elémire Zolla (Torino 1926-Montepulciano 2002) è un caso a sé nel mondo intellettuale e accademico europeo della seconda metà del Novecento. Inglese per parte di madre, figlio del noto pittore e maestro d’arte Venanzio Zolla (1880-1961), poliglotta e capace di penetrare alle fonti testi di alchimia, indologia, buddhismo, esoterismo, mistica e religioni comparate, è stato in gioventù un critico feroce della società di massa e degli esiti della modernità, volgendo ben presto le sue ricerche alla filologia germanica, alle vie di conoscenza di Oriente, Occidente e dei mondi indigeni e sciamanici, firmando centinaia di scritti e sostenendo in pubblico le sue idee, con reazioni critiche vivacissime, spesso al limite di un ostracismo di cui si compiacque.

Tra le imprese intellettuali cui il suo nome è indelebilmente legato, si annovera la fondazione e direzione di «Conoscenza religiosa», un trimestrale erudito di studi interdisciplinari al quale chiamò a collaborare il fior fiore dell’intellighentzia americana, asiatica e europea tra il 1969 e il 1983. Affabile e disponibile nei contatti con studenti e aspiranti seguaci ma di indole solitaria e fieramente avverso a schieramenti e appartenenze di sorta, visse i suoi ultimi undici anni accanto alla moglie nel borgo etrusco di Montepulciano, dopo aver estesamente viaggiato in quattro continenti. La sua opera omnia è pubblicata in esclusiva dall’editore Marsilio (Venezia) con le analisi, i commenti e la cura di Grazia Marchianò. Nella sua conversazione alla Libreria Rotondi, la studiosa si sofferma sull’aspetto del pensiero e della vicenda umana di Zolla che meglio rispecchia l’anelito dello scrittore a scrutare da filosofo e allo stesso tempo a vivere da mistico laico l’esperienza metafisica da lui teorizzata nell’opera Archetipi nel segno di una singolare antropologia spirituale affidata in precedenza alle pagine della monumentale antologia I mistici dell’Occidente, di Che cos’è la tradizione, Le potenze dell’anima e di quelle che sigillano la sua ultima opera Discesa all’Ade e resurrezione (2002).

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Grazia Marchianò: proviene per parte di padre da una famiglia di remota origine albanese di Calabria. Dopo la laurea in filosofia e la Libera Docenza in Estetica, si è perfezionata in Filosofie e Religioni comparate all’Università Tagore, Shantiniketan (India), studiando il pensiero di Ananda K. Coomaraswamy, da lei introdotto in Italia a partire dagli anni Settanta del Novecento, e ascoltando nelle sue peregrinazioni indiane l’insegnamento di alcuni maestri dell’advaita Vedanta tra i quali Nisargadatta Maharaj di cui curò e tradusse i dialoghi Io sono quello (BUR, Milano 1981). Dopo una trentennale carriera accademica conclusasi da professore ordinario all’Università di Siena-Arezzo, si è dedicata alla libera ricerca negli anni immediatamente posteriori alla morte di Elémire Zolla di cui ha scritto la biografia intellettuale Il conoscitore di segreti (Rizzoli 2006, Marsilio 2012), curando svariati scritti zolliani e al presente l’Opera omnia. Autrice di centinaia di saggi filosofici in italiano e inglese, ha pubblicato nella collana di Estetica Comparata da lei diretta presso Rubbettino negli anni Novanta, l’opera in due volumi Sugli orienti del pensiero. La natura illuminata e la sua estetica, e altri suoi titoli sono in corso di riedizione. Dopo un ritiro in un monastero buddhista a Koyasan (Giappone), concilia l’impegno di scrittura personale e su Zolla con una pratica meditativa e di osservanza nella tradizione spirituale indiana.