Piante e fiori dalla mitologia ai nostri giorni

Piante e fiori dalla mitologia ai nostri giorni

Relatore: Maria Immacolata Macioti

Vecchi alberi annosi, giovani piante, fiori grandi e piccini hanno sempre sparso profumi, colori, desideri, hanno offerto ombre e asilo a garruli uccelli e a guerrieri affaticati, ad anziani parenti da anni in attesa di notizie dal figlio lontano, nell’immaginario greco-romano e poi in più moderne realtà. Hanno a volte invece intralciato i passi di chi, incauto, intendeva addentrarsi in boschi sacri, proibiti: spaventando l’incauto con ombre, scricchiolii, passi impensabili.
Pini di oggi, nelle vie romane, hanno fatto notizia cadendo con chiome sparse, con tronchi possenti: producendo soprattutto, per fortuna, danni materiali, evitando per quanto possibile di colpire bambini o adulti: segnalano, queste piante, un profondo disagio, una sensibilità offesa.

Non sono loro però, le piante, a farsi in prima persona, artefici, propugnatrici di vendette. Un tempo sì, questo poteva accadere, fiori e piante facevano ben di peggio: legati agli dei, prendevano magari parte attiva nella loro vita quotidiana, rendendo la via più agevole per alcuni, più difficile per altri. Non parliamo poi di piante celebri come il melo, il cui frutto è legato a vicende di tragedia, di cacciata dei nostri progenitori dal paradiso terrestre. Per non parlare di quello che una mela, un pomo ha fatto, in mano a una strega, alla povera Biancaneve. Ma invece, si pensa oggi, il melo è stato, è certamente anche una pianta dal ruolo positivo, un frutto, un albero che apre porte, che offre fondate speranze. E l’ulivo? E le piante care agli elfi? O quelle amate dalle fate? Piante legate alla vita, piante legate all’Ade. Sempre interessanti, significative. Da riscoprire. Da amare e rivalutare, non da trascurare come troppo spesso accade, non da lasciare in preda a vecchiaia e malattia nelle un tempo belle, storiche ville romane o altrove.

Una conversazione di Maria Immacolata Macioti in occasione dell’uscita della seconda edizione del suo libro Miti e magia delle erbe, con la casa editrice Deriveapprodi, nella collana Habitus, nel 2019.

Maria Immacolata Macioti: si è laureata e ha trascorso la sua vita lavorativa alla Sapienza, Università di Roma, passando da assistente ordinaria a professore ordinario, insegnando soprattutto materie legate alla sociologia, prendendosi cura anche di varie attività post universitarie, dal Dottorato di ricerca ai master. Lavorando per due anni come vicepresidente nel SUAA, Ateneo Federato delle Scienze Umane delle Arti e dell’Ambiente. Studiosa dei movimenti religiosi, ha anche esaminato da vicino alcune forme magiche contemporanee, pubblicando vari libri in merito. Ma non solo: si è interessata per decenni di migranti italiani, di immigrati in Italia, di richiedenti asilo e rifugiati. Di genocidi, a partire da quello armeno, e di novecenteschi stermini, come racconta il suo libro Genocidi e stermini. Il Novecento a confronto, uscito con Guida editori nel 2018. Al momento professore straordinario di Sociologia alla Uninettuno, università telematica internazionale.